Italia 2 - Germania 0
Se puoi sognarlo, puoi farlo.
che errore, cari tedeschi, toccarci sull’orgoglio… adesso mangiatevi ’sta pizza, anzi due (che sono meglio dei vostri krauti e wurstel)
“Eingeölt und angeschmiert” è il titolo di un articolo pubblicato online dal settimanale tedesco Der Spiegel a firma di Achim Achilles, il quale, commentando il passaggio del turno dei nostri Azzurri, ottenuto - secondo l’editorialista - con i soliti trucchetti, si è scagliato contro gli Italiani usando, con la scusa della satira, i soliti vecchi stereotipi offensivi, per non dire insultanti, iniziando il suo pezzo acrimonioso con un titolo a doppio senso (eingeölt = unto, oliato, viscido ; angeschmiert = insudiciato, insozzato, fregato, imbrogliato):
“Oliati e fregati” (con riferimento agli australiani che hanno subito il rigore)
“Viscido e insudiciato” (con riferimento all’Italiano - denominato “Luigi” nell’articolo)
Che questo giornale abbia nel suo mirino l’Italia e i suoi abitanti è dimostrato dai ripetuti articoli negativi che sono apparsi nel corso degli anni (qualcuno si ricorderà ancora dello scandalo - denunciato a suo tempo da Oltreconfine - della pistola su un piatto di spaghetti pubblicato su una copertina dello Spiegel, oppure di un’altra copertina riportante un fotomontaggio di Berlusconi in stile mafioso). Ora il giornale ci riprova, prendendo come spunto la partita “Italia-Australia” per scaricare veleno (e invidia??) sugli Italiani in generale.
Dopo le massicce proteste di tanti Italiani qui residenti, Der Spiegel si è scusato con una breve nota. Ma basta questo ?
Ecco l’articolo incriminato nella sua traduzione letterale e completa:
“Con un discutibile rigore nei tempi di recupero, l’Italia è riuscita ad entrare nei quarti di finale. Il modo con cui si è giunti a questo calcio di rigore, ricorda molto quei calciatori stanchi sulle spiagge dell’Adriatico. Ma questa tattica furbesca può andar bene solo fino alla semifinale”.
“L’uomo italiano, chiamiamolo Luigi Forello, è una forma di vita parassitaria. Egli non è in grado di sopravvivere senza aiuto altrui, succhia sempre da qualche parte fin che può . E poi si lascia cadere, volentieri anche sul campo di calcio. Luigi Forello è perennemente impegnato a mostrare il suo bisogno di aiuto. E ciò comincia già con il nome; se non si chiama Luigi, si chiama Andrea o Luca”.
“L’obiettivo primario nella vita di Luigi è quello di evitare qualsiasi sforzo. Il suo animale ospite preferito è “la Mamma”, la sua nutrice tettona che gli lava i calzini di seta e gli cucina ogni giorno la pasta con il sugo denso. All’età di circa 30 anni, l’uomo italiano cambia la cuoca, si sposa per riprodursi. Le conseguenze sono orrende: un’italiana precedentemente bella, si trasforma nel giro di qualche mese in una macchina da cucina dai fiancotti larghi - una nuova mamma. Ma questo a Luigi non interessa, impegnato com’è a prendere parte a un corteo di macchine, ammesso che la sua Fiat traballante ce la faccia ad arrivarci. Per il pranzo è però di ritorno”.
“Particolarmente maligno è il nostro Luigi nello sport, come si può osservare milioni di volte ogni anno sulle spiagge dell’Adriatico. Ha bisogno di ore per ungere il suo corpo mingherlino e la sua capigliatura, per liberare la sua schiena dal pelame rimanente e per ficcare i suoi genitali ben poco spettacolari in un costume da bagno troppo stretto. Poi cammina tutto impettito in giro per ore, per giocare alla fine massimo cinque minuti il calcio in spiaggia. Salta come un pazzo tutt’intorno, imita sbraitando le gesta che ha visto in tv, colpisce rarissimamente la palla, in compenso spesso e duramente le ossa degli altri”.
“Poichè si spossa facilmente, gli basta un leggero sfioramento dell’avversario per cadere melodrammaticamente a terra. Nel cadere fa girare lo sguardo per vedere se tra il pubblico ci siano abbastanza persone, soprattutto donne, che lo possano compiangere e incoraggiare di nuovo. Le languide occhiate delle turiste tedesche sono la base di vita dell’uomo italiano”.
“Quello che è accaduto ieri non è dunque inusuale. Grosso è caduto in area di rigore e sogghignava mentre era ancora in volo. Il non meno viscido Francesco Totti ha trasformato poi il rigore contro l’Australia. Dopodiché si è succhiato il pollice; questo è normale per gli uomini italiani. E’ andata come sempre. Venerdì saranno gli scalcianti taglialegna dell’Ucraina ad essere oliati e fregati. Così, seppur buoni a nulla, gli italiani arriveranno di nuovo fino alla semifinale. Ma poi, cari Luigi, non sarà sempre domenica. Noi abbiamo ancora un paio di conti aperti dall’ultima vacanza italiana“.
Achim Achilles
ps:
uhmm.. il signore qui ha dei conti - un paio - aperti con noi dalla sua ultima vacanza in Italia… corna?

Per i tedeschi siamo pizza e mafia. Non penso che direbbero lo stesso a Bolzano o Trento. Siamo parassiti, ma succhiamo dalla BMW, dalla Mercedes, piuttosto che dalla nostra FIAT. Siamo parassiti, eppure i tedeschi vengono qui a fare vacanza, da Gardaland alle Isole Tremiti, dalla Toscana alla Sicilia e quando vengono smettono di essere tedeschi e diventano rumorosi, urlanti, vocianti, mangiano male e pretendono. E noi, in silenzio, serviamo, li accudiamo.
Siamo parassiti ed abbiamo accettato che Schumacher venisse in Italia per dieci anni alla Ferrari, senza obbligarlo ad una parola di italiano. Ed infine siamo parassiti ed abbiamo dato alla Germania solo operai, operai, operai.
Ecco, i tedeschi odiano questo in noi: il nostro essere troppo simpatici, troppo allegri, il nostro non prenderci sul serio e non prendere sul serio, la nostra distrazione, la nostra furbizia, la nostra buffoneria, quello che loro non sono mai stati, risultando antipatici, precisi, primi in tutto per forza.
Quindi ci dileggiano e come capita al miglior Caino ed Abele, laddove l’uno risulta più apprezzato, istiga violenza nell’altro e naturalmente si scade nell’esterofobia, pericolosa per noi come per loro, perché entrambi ci portiamo fantasmi ingenuamente apprezzati in passato (Nazismo e Fascismo) ed entrambi confondiamo la politica con la goliardia.
Se avessero scherzato per tutto il pre-partita, i tedeschi sarebbero risultati più simpatici, ma non vogliono esserlo e non ce la fanno. In un paese che ha le iniziali dell’inno nella frase “Deutschland Uber Alles, Über alles in der Welt” a far da contraltare al nostro Fratelli d’Italia, c’è tutta la personalità di due fratelli troppo differenti, a volte troppo emotivi e troppo violenti, come le parole di pietra di qualche stupido giornale.
Adesso i “Luigi” italiani aspettano a Rimini le mogli e le figlie di questi “giornalisti”
E il pallone? Il pallone è tondo, come le palle.
E Beppe Grillo che incitava a fare il tifo per il Ghana quando doveva giocare contro di noi?
Fate voi dove deve andare lui ed i suoi tanti seguaci…